Diamante la Perla del Tirreno, Diamante città del peperoncino, Diamante e le sue grandi spiagge. Ma Diamante, oltre a tutto questo, è la città della street art. Quella dei murales è una tradizione più che trentennale che ha contribuito a rivalutare il centro storico con i colori della street art e che oggi rappresenta un’ulteriore attrattiva turistica della cittadina calabrese.

Il dedalo di stradine del borgo, già di suo molto affascinante, è arricchito da decine di murales di varie dimensioni. I più antichi risalgono ai primi anni ’80. Nel tempo anche l’area geografica si è allargata, coinvolgendo anche la frazione di Cirella.



Dal 2017 è tornato a Diamante un vero e proprio festival di street art, OSA! – Operazione Street Art, grazie soprattutto al lavoro di Antonino Perrotta, che ha coinvolto in questo progetto diversi artisti/colleghi dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, alcuni dei quali già molto affermati. Tra questi Diamond, Moby Dick, Solo, insieme, tra gli altri, a Violetta Carpino e Giusy Guerriero.



Abbiamo avuto la possibilità di scambiare qualche chiacchiera, tra rulli e pennelli, con Giusy.
Ci spiega che a ciascun street artist è stato assegnato un muro per il quale gli artisti hanno creato apposito progetto. Il loro è un lavoro completamente gratuito, ma gli viene offerto, oltre ai materiali, vitto e alloggio da parte degli ospitalissimi abitanti di Diamante. Il tema è l’immigrazione ma a loro è data la massima libertà sulle possibili interpretazioni. Giusy ha scelto di raccontarlo attraverso l’innocenza dei bambini, ma evitando facili provocazioni. Ha così creato un ambiente astratto in cui una bimba, con lo sguardo rivolto verso l’alto non ammira il cielo, bensì il mare. Un mare in cui un’altra bimba, l’altra faccia della stessa medaglia, gioca con una barchetta di migranti. La barchetta di carta si trasforma rapidamente in aeroplanini che diventano il canale di comunicazione tra i due mondi, che in comune hanno l’innocenza dei bambini. Dopo poco più di una settimana di lavoro il risultato è straordinario.



Nell’ambito del festival alcuni studenti del’Accademia, tra cui lo stesso Antonino Perrotta, hanno inoltre portato avanti, sotto la guida del prof. Ferdinando Fedele, il progetto CMYK. Si tratta della riproduzione di immagini attraverso quadricomia, sistema di stampa a 4 colori (i 3 colori primari ciano, magenta e giallo più il nero). Vengono così create delle forme puntinate: l’effetto è sorprendente!



Perdersi tra le strette vie del centro storico di Diamante, magari al termine di una lunga giornata al mare, significa concedersi totalmente al classico splendore dei borghi italiani e allo stesso tempo lasciarsi sorprendere, angolo dopo angolo, dal fascino della street art. Una tappa imperdibile in Calabria.







7 Comments
Destinazione mondo 20
Luglio 17, 2017 at 3:43 pmWow ragazzi, state allungando sempre più la nostra lista!
Katia | Il Miraggio Consigli di Viaggio e Arte
Luglio 18, 2017 at 10:01 amBellissima! Ne avevo sentito parlare proprio poco tempo fa e da poco tempo mi sto interessanto alla street art … ecco un altro luogo da aggiungere alla mia lista!
Intrippando
Luglio 18, 2017 at 10:58 amSi da vedere assolutamente! Molto molto accogliente
isabellabradascio
Luglio 18, 2017 at 4:06 pmAmo la street art, mi ha sempre affascinata! Credo che questo posto sia reso da essa meraviglioso!
Intrippando
Luglio 18, 2017 at 6:16 pmVerissimo. La street art si coniuga alla perfezione con il borgo e il mare
DonnaRiccia
Aprile 7, 2018 at 2:07 pmVado in villeggiatura a Diamante da quando ero piccola e non mi stanco mai di andarci….è un posto meraviglioso!
Diamante è per sempre! – Diario di Viaggio
Aprile 10, 2018 at 7:25 pm[…] hanno realizzato delle vere e proprie opere d’arte a cui spesso sono stati dedicati i racconti di chi, come me, ha avuto la fortuna di poterli […]