Visita a Craco, città fantasma in Basilicata

La città fantasma di Craco in Basilicata  

Tra le centinaia di splendidi borghi in Italia, ce ne sono alcuni che hanno un fascino particolare. Sono quelle città fantasma che per svariati motivi sono state abbandonate, a volte anche repentinamente, e che proprio per questo sono diventate, con il loro aspetto un po’ spettrale, ancora più irresistibilmente affascinanti. È il caso di Craco, in Basilicata, a poco più di 50 km da Matera.

Borgo fantasma di Craco

Craco ha una storia antica: dei resti rinvenuti poco lontano testimoniano presenza di civiltà fin dall’VIII secolo a.C.. Poi una lunga sequenza di dominazioni, dai normanni ai bizantini, fino ai borboni.

L’anno spartiacque è il 1963. È l’anno in cui una frana lenta ed inesorabile raggiunge proporzioni vaste. Da un giorno all’altro gli abitanti trovano grosse crepe sulle pareti e sono costretti a spostarsi a valle. Le cause sono molteplici: le costruzioni che via via sono aumentate attorno al borgo medievale costruito sulla roccia (il centro medievale è non a caso rimasto intatto ancora oggi), le perdite della rete idrica introdotta negli anni ’30, la sciagurata costruzione di un campo di calcio ai piedi della collina. Tutto questo ha accelerato un processo in corso da decenni che l’uomo, come spesso accade, ha modificato rompendo un fragile equilibrio.

L’evacuazione è stata lenta: è proseguita per molti anni dopo il ’63. Gli ultimi ostinati abitanti sono stati costretti a lasciare il paese solo dopo il terremoto del 1980. Da quel momento Craco è diventata una città fantasma ed è stata assalita da sciacalli, che hanno portato via tutti gli arredi delle case.

Solo nel 2010 è partito un progetto di rivalutazione del borgo a fini turistici. E prima ancora dei visitatori, in costante aumento negli ultimi anni, sono arrivate le produzioni cinematografiche. Il fascino di questo borgo fantasma in cui l’orologio si è fermato non è sfuggito ad alcuni registi che qui hanno voluto girare alcune scene dei loro film: “La passione di Cristo” di Mel Gibson, “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi, fino a “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo.

Negli ultimi anni il borgo è stato quindi rivalutato e protetto da ulteriori manovre di sciacallaggio. Oggi è completamente recintato e il costo per la visita guidata è di 10 €.

Craco sembra essere spezzato in due. La parte più bassa, costruita attorno al centro medievale, è stata notevolmente danneggiata e letteralmente trascinata di diversi metri dalla frana; e poi c’è il borgo medievale, praticamente intatto ed i cui unici danni sono stati causati non dalla frana, ma dall’incuria degli ultimi decenni.

Case distrutte dalla frana a Craco

Al centro del borgo spiccano la torre normanna risalente al 1040, poi trasformata nel ‘900 in serbatoio e la chiesa romanica del 1300, perfettamente intatta dopo la frana, ma completamente depredata negli anni successivi. Dalla parte più alta si gode inoltre di una vista spettacolare a 360° su tutte le valli circostanti, fino a scorgere il mar Jonio da un lato e l’Appennino dall’altro.

L'interno della chiesa madre del borgo fantasma di Craco

Punto panoramico noto come "Fantastico" del borgo fantasma di Craco

Le strade deserte, il cigolio degli infissi sbattuti dal vento, le caprette di un pastore che, nonostante il divieto, si ostina a portarle al pascolo proprio lì rendono Craco un borgo fantasma a tratti inquietante, ma molto affascinate. Se passate dalle Basilicata e da Matera ed avete voglia di riportare indietro le lancette, Craco è il posto giusto.

Visita a Craco, città fantasma in Basilicata ultima modifica: 2018-01-02T17:22:05+00:00 da Intrippando

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