Un giorno a Mostar, simbolo della nuova Bosnia

Ponte Stari Most a Mostar  

A Mostar si respira la forza della vita, quell’inebriante energia che non ti fa demordere o gettare la spugna. A Mostar si respira la speranza, la voglia di voler ricominciare e di farcela. Appena siamo arrivati a Mostar mi sono sentita trasportata in una favola. Acque color verde smeraldo fanno da cornice a un borgo incantato fatto di casette colorate incastonate nella pietra, stradine brulicanti di lanterne e di empori.

Mostar panorama dallo Stari Most

Particolare lanterne a Mostar

E poi c’è lo Stari Most, il suo ponte ricostruito che è lì a ricordarti della sua storia. In piena guerra balcanica il 9 novembre 1993, dopo due giorni di bombardamenti dell’artiglieria della coalizione croata-bosniaca, lo Stari Most, il bellissimo ponte ottomano del XVI secolo, che fino ad allora era stato il simbolo della condivisione tra cattolici e musulmani, veniva abbattuto. Fino ad allora Mostar era stato il simbolo di una possibile e reale integrazione: musulmani, cattolici ed ebrei convivevano in armonia rispettando la diversità di cultura e di religione. Il ponte è stato ricostruito fedele all’originale ed oggi turisti di ogni parte del mondo si divertono ad attraversarlo mentre dei tuffatori, dopo aver raccolto un po’ di spiccioli, danno spettacolo tuffandosi nelle acque smeraldo del fiume Neretva.

Finestre con fiori a Mostar

Siamo arrivati a Mostar perché stanchi del caos e dei prezzi folli di Dubrovnik. Cercavamo un posto dove poter gustare un po’ di verità. Quando arrivi in Bosnia senti che qualcosa è cambiato. Lo vedi negli occhi della gente, nei loro sorrisi e nella loro immensa gentilezza. La Bosnia è una terra bellissima e fortissima. Porta i segni di un passato duro, superato, ma che non deve essere dimenticato. E Mostar questo lo sa e non fa altro che ricordarlo. Il museo della memoria, le pietre “don’t forget” e il cimitero quasi in centro città non fanno che ricordarci l’orrore della guerra. Di quella strana “usanza umana” dove non importa chi ha torto o ha ragione, dove non c’è un vincitore ma solo macerie e famiglie distrutte.

Pietra con scritta Don't Forget a Mostar

Ma Mostar non è solo questo. Camminando tra le sue brulicanti stradine e gustando un gelato delizioso (forse non ci crederete, ma a Mostar i gelati sono una “cosa seria”) ho visto occhi fieri, vivaci e affamati di vita. Ho gustato un ottimo pranzo a pochi euro al ristorante Lagero, proprio difronte al ponte delle meraviglia, ho gustato un cocktail all’Ali Baba, un modaiolo locale ricavato in una grotta e ho fatto shopping nei suoi bazar. Una piccola perla da non perdere, dall’anima malinconica e il futuro radioso.

Finestra a Mostar

Un giorno a Mostar, simbolo della nuova Bosnia ultima modifica: 2017-04-10T08:50:35+00:00 da Intrippando

9 thoughts on “Un giorno a Mostar, simbolo della nuova Bosnia

    1. Vero, molto carina! Da Dubrovnik sono circa 2h30min, ma se la fai in auto occhio alla dogana: non tutte sono sempre aperte e anche i navigatori non sono affidabili al 100% su questo punto, quindi meglio chiedere info in anticipo per non rischiare di fare molti chilometri a vuoto

        1. Bellissimo viaggio. Noi quest’estate siamo stati in Croazia. Se scendi un po tra i post trovi la nostra personale top 5! Non perderti plitvice

Rispondi