Provenza on the road

 

Cosa fare in Provenza? Se vi state facendo questa domanda non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le varie possibilità che offre questa incantevole regione del sud della Francia. In pochi chilometri potrete passare dalle splendide spiagge della Costa Azzurra ai parchi naturali, dal lusso di Montecarlo ai piccoli e caratteristici paesini collinari, dalle eleganti città  ai vigneti e ai campi di lavanda.

Il tempo a nostra disposizione, 4 giorni, non permette certo di vedere tutto, ma la nostra intenzione è andare alla scoperta delle colline della Provenza, rilassarsi, bere del buon vino, farsi avvolgere dalla magia dei piccoli centri.

Così decidiamo, senza troppi rimpianti, di rinunciare alla Costa Azzurra e perderci invece tra gli splendidi paesaggi che a tratti ricordano la Toscana, sempre assistiti, per fortuna, da un splendido sole settembrino.

Se non parlate francese, preparatevi a fare i salti mortali per comunicare. Soprattutto nei luoghi un po’ isolati, l’inglese è un optional. Dopo esserci scontrati con l’ostinazione degli abitanti dei piccoli villaggi della Provenza, che fanno fatica a pronunciare anche solo una parola in inglese, abbiamo rivalutato il livello medio di inglese degli italiani…

Arriviamo a Marsiglia con volo da Roma, ma ci restiamo appena una notte. Sapevamo che Marsiglia non fosse irresistibile ed effettivamente non si può dire che ci abbia affascinato nel nostro unico giorno di permanenza. Ceniamo nelle zone del porto vecchio in un ristorante, L’Oliveraie, che ci era stato consigliato e che effettivamente si rivela essere un ottimo compromesso qualità-prezzo. La mattina seguente facciamo una passeggiata prima al porto poi per le strette stradine di Panier e infine raggiungiamo la Cattedrale. Marsiglia ci ha dato l’impressione della classica città portuale di qualche anno fa: forse non così insicura come si pensa, ma ancora disordinata e un po’ sporca.

Noleggiamo un’auto nella stazione centrale di St Charles e partiamo subito in direzione di Saintes Maries de La Mer, nel cuore della Camargue (o se preferite, in italiano, Camarga), la regione paludosa formata dai due bracci della foce del Rodano. Muoversi in auto è assolutamente necessario se si vuole andare alla scoperta dei luoghi più suggestivi e avere la libertà di fermarsi in un piccolo paesino sconosciuto di passaggio o in mezzo agli sconfinati campi e vigneti. Il Parco ornitologico Pont de Gau, a 5 km da Saintes Maries de la Mer, è assolutamente da vedere. Al prezzo di 7,5 € potrete osservare diverse specie di uccelli, anche rare, e in particolare le centinaia di fenicotteri che abitano la riserva naturale della Camarga. Particolarmente suggestivo l’orario del tramonto quando i fenicotteri si alzano in volo. Anche una bella passeggiata lungo i sentieri del parco è molto piacevole e rilassante: potrà capitare di trovarvi di fronte anche dei simpaticissimi castori.

Parco ornitologico Saintes Maries de La Mer

Alloggiamo al Manade Cavallini, a pochi km dal parco, una fattoria immersa nel verde dove ci fanno compagnia i caratteristici cavalli bianchi della Camarga. Nella piccola ma graziosa Saintes Maries de la Mer ci andiamo solo per una breve passeggiata prima di cena.

La mattina seguente infatti ci rimettiamo in marcia verso Les Baux de Provence, ma come si conviene in questo on the road provenzale, i ritmi sono tutt’altro che esasperati e allora ci prendiamo del tempo per fermarci ad un mercatino in un paesino di passaggio. Les Baux de Provence è un piccolo gioiellino arroccato su uno sperone di roccia bianca. Il villaggio, che ospita appena qualche centinaia di abitanti, vi conquisterà con le sue strette vie che mantengono un fascino antico e straordinariamente autentico. Non mancano i caratteristici negozietti e qualche bar ma soprattutto le botteghe d’arte e le piccole mostre.

Les Baux de Provence

A poche centinaia di metri dal centro di Les Baux de Provence, le Carrières de Lumières è qualcosa che vale davvero la pena di vedere. Si tratta di una grotta che viene trasformata, grazie a proiezioni di opere d’arte accompagnate da musica, in un cinema a 360°. La mostra cui abbiamo assistito è un tributo all’arte rinascimentale italiana (Leonardo, Michelangelo, Raffaello). Confesso che siamo entrati con un po’ di scetticismo pensando che 12€ fossero troppi per veder proiettati sulla roccia L’ultima Cena o la volta della Cappella Sistina. Ma ci siamo ricreduti. Non è come vederle dal vivo, ma in compenso si ha quasi la sensazione di trovarsi “dentro” le opere d’arte. L’ottima regia che sta dietro i giochi di proiezioni e musica rende lo spettacolo emozionante e molto coinvolgente.

Abbiamo sempre più voglia di andare alla scoperta di altri paesini della Provenza e allora ci spostiamo verso nord in direzione di Roussillon e Gordes. Il primo deve il suo nome e la sua notorietà al caratteristico colore rosso delle rocce circostanti, caratterizzate dalla presenza di giacimenti d’ocra. Da percorrere il sentiero dell’ocra per immergersi tra le caratteristiche rocce che fanno di Roussillon una Monument Valley in miniatura. Gordes ha il sapore del vino rosso di Provenza da bere accompagnati da baguette e formaggio al tramonto di una sera di fine estate. È il ricordo di un gatto nero che decide di mettersi in posa su una tipica finestra azzurra. È la voglia di lentezza, dei biscotti al sapore di limone, mandorla e lavanda che ti fanno dimenticare il lunedì che dovrà arrivare.

Alloggiamo a pochi chilometri da Isle sur la Sorgue, in casa di una gentilissima signora di mezza età che fitta le due stanze al piano superiore della sua villetta. Naturalmente non pronuncia una sola parola di alcuna lingua che non sia francese, ma in compenso prepara con le sue mani un’abbondante colazione a base di prodotti tipici. Compriamo un piccolo cofanetto del tipico e buonissimo miele di lavanda e ci dirigiamo verso il centro di L’Isle sur la Sorgue, solare cittadina nel dipartimento di Vaucluse, attraversata da canali e caratterizzata dalla presenza di diverse ruote idrauliche in legno. Facciamo una passeggiata tra i canali, mercatini e casette colorate.

Isle sur la Sorgue 2

Isle sur la Sorgue

Decidiamo sul momento di spostarci ancora verso est fino a raggiungere le gole del Verdon: la nostra passione per i canyon è irrefrenabile e il canyon più grande d’Europa certamente non ci potrà deludere. Effettivamente le strade che costeggiano il canyon sono mozzafiato, soprattutto nel tratto tra Moustiers-Sainte-Marie e Castellane.

Abbiamo l’unico rimpianto di non avere sufficiente tempo per le molteplici attività sportive che offre questa zona. Trekking, canyoning, mountain bike, rafting, kayak, parapendio, deltaplano: ce n’è davvero per tutti i gusti. Se arrivate da ovest, vi consigliamo, dopo aver passato Manosque, di svoltare verso Valensole e proseguire sulla D56. La strada è stretta e forse impiegherete qualche minuto in più per raggiungere le gole, ma attraverserete campi sconfinati di lavanda e girasoli e vi sembrerà di trovarvi in un quadro di  Van Gogh o Gauguin. Se poi ci passate nel periodo di fioritura della lavanda (tra giugno e agosto) i colori sono ancora più straordinari.

girasoli

Prima di lasciare la zona del Verdon, ci fermiamo nel magico centro di Moustiers-Sainte-Marie, arroccato, come tanti villaggi della Provenza, tra due costoni di roccia tra i quali è sospesa una stella d’oro che contribuisce a dargli le sembianze di un presepe vivente. A Moustiers, tra le stradine in salita, le botteghe, e il ruscello che, con tanto di cascata, lo divide in due parti, si respira un’atmosfera incantata.

Moustiers-Sainte-Marie

Ci rimettiamo in marcia. La nostra ultima notte la passeremo nella città delle fontane: Aix en Provence. Da lì all’aeroporto di Marsiglia, da dove il giorno successivo abbiamo il volo di ritorno, sono appena 25 km. Prendiamo un hotel dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, il Kyriad Prestige, fuori dal centro, ma se avete la macchina non è un problema. Questa città dalla posizione strategica ci affascina per la sua signorilità, tanto da sembrare una piccola Parigi, e perché fin da subito ci dà l’impressione di grande vivibilità. È una cittadina molto giovanile e divertente anche perché sede di diversi campus dell’Università di Aix-Marseille. Facciamo una passeggiata per Corso Mirabeau, elegante viale alberato dove tra l’altro troviamo il mercatino d’antiquariato domenicale. Non lontano facciamo un giro per un dei tanti mercati di frutta, formaggi e prodotti tipici di cui ci riforniamo prima della lasciare la Provenza. Non possiamo partire senza aver provato i calissons, biscotti alla mandorla tipici della zona di Aix: buoni ma anche un po’ costosi.

Aix en Provence

Aix en Provence 2

Infine un consiglio: se volete risparmiare o se non avete molto tempo, la regola è evitare i ristoranti a pranzo. Vi basteranno pochi euro per un rapido pasto a base di prodotti tipici: è sufficiente entrare in una boulangerie e rifornirsi di focacce, ottimi formaggi e salumi. Per la cena invece è opportuno non fare troppo tardi se non volete rischiare di restare a digiuno: soprattutto nei piccoli centri le cucine chiudono già alle 21:30.

QUANTO COSTA?

Voli 38€ a persona (Ryanair, Roma-Marsiglia/Marsiglia-Roma)
Hotel 58€ (prezzo medio per notte per 2 persone)
Noleggio auto 170€ (Europcar, 3 giorni, 750 km inclusi)
Benzina 50€

Provenza on the road ultima modifica: 2015-11-29T20:12:45+00:00 da Intrippando

2 thoughts on “Provenza on the road

  1. Beh spesso noi turisti ci focalizziamo su classiche mete, cliché ormai stra-conosciuti, e perdiamo di vista che al mondo le cose più belle sono spesso le meno conosciute. La differenza tra il viaggiatore e il turista è proprio questa: conoscere, a 360°, per il puro piacere di scoprire cose nuove e bellezze “intatte”.

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