La meraviglia di Angkor: un salto nella cultura Khmer

Angkor Wat tramonto  

Il complesso dei templi di Angkor è una tappa obbligata di qualsiasi viaggio in Cambogia. È uno dei siti archeologici più grandi ed importanti del sud est asiatico ed ha un valore straordinario per tutto il popolo cambogiano, e non solo per motivi turistici. Del resto se l’Angkor Wat è riprodotto al centro della bandiera della Cambogia un motivo ci sarà.

Che il vostro sia un tour della Cambogia alla scoperta delle zone meno battute dai turisti o un viaggio attraverso le più famose mete del sud est-asiatico, in ogni caso mettete da parte almeno 2 giorni per gustarvi questo spettacolare complesso di templi. Molti dei templi sono quasi perfettamente conservati e proprio laddove la natura ha “osato” insinuarsi di più tra le pietre dei templi lo spettacolo diventa ancora più straordinario.

L’immenso complesso si trova poco a nord della cittadina di Siem Reap, in un’area di circa 90 km2, che in realtà non è che il centro di un’area molto più vasta che si estende fino a oltre 30 km dai templi principali. Angkor rappresenta la massima espressione dell’architettura dell’impero Khmer e ne fu capitale nel periodo tra il IX e il XV secolo.

Angkor Thom

ORGANIZZARE LA VISITA

La maggior parte delle guide suggerisce tre giorni per la visita del sito archeologico. Crediamo che due possano essere sufficienti. È consigliabile spenderne uno per lo short tour (che comprende i templi di Angkor Wat, Angkor Thom, Ta Keo, Ta Prohm, Banteay Kdei) e uno per il big tour (che oltre ai già citati Angkor Wat, Angkor Thom, Banteay Kdei include Srah Srang, Pre Rup, Mebon, Ta Som, Neak Pean, Preah Khan). Ci sarebbero anche altri templi fuori dall’aera centrale, primo fra tutti il suggestivo Banteay Srei, ma dovrete percorrere una 40ina di km verso nord.

mappa Angkor

Non siamo amanti delle visite guidate, ma in questo caso, per il primo dei due giorni, abbiamo deciso di affidarci ad una guida locale (tutta per noi, nessun mega-gruppo turistico): fidatevi, ne vale la pena! Non solo si scoprono tante curiosità sull’architettura e sulla storia dei templi, ma è un’ottima occasione per scambiare esperienze e sensazioni con una persona del luogo. Inevitabile spaziare, nelle lunghe chiacchierate, dalla storia Khmer al Buddismo, dai costumi a buoni ristoranti fino a raccontare un po’ della propria vita e della propria famiglia. Per trovare una guida ufficiale potrete affidarvi al vostro hotel: praticamente tutti offrono questo servizio. Il prezzo della guida non è eccessivo: in lingua inglese vi costerà circa 35$ per l’intera giornata; se proprio non potete fare a meno di una guida che parli italiano vi costerà circa il doppio ed è consigliabile contattarla con anticipo.

Per accedere al complesso di Angkor occorre acquistare il biglietto all’entrata principale, che gli addetti richiederanno poi di esibire all’ingresso di ogni tempio. È possibile scegliere un ticket per ingresso giornaliero o quello per 3 giorni (cioè 3 entrate nell’arco di una settimana). Purtroppo i prezzi a partire da febbraio 2017 sono aumentati e non di poco: da 20$ e 40$ rispettivamente, sono passati a 37$ e 62$!

Per spostarsi da Siem Reap e all’interno del complesso dei tempi non si può fare a meno di ricorrere al mezzo di trasporto più diffuso in Cambogia: il tuk tuk. Non vi sarà difficile trovarne uno per le strade di Siem Reap, ce ne sono a centinaia. È consigliabile trovarne uno “di fiducia” per tutta la vostra permanenza a Siem Reap e concordare fin da subito il programma degli spostamenti e delle visite ai templi: in questo modo risparmierete parecchio. Dura vita quella del conducente di tuk tuk: tutta la giornata in strada per tornare a casa la sera, quando va bene, con qualche dollaro in tasca. Con Pich ci siamo accordati per un programma di due giorni e mezzo che includeva 3 andate e ritorni dai templi (di cui una con partenza di notte per gustarsi l’alba), il big tour, lo short tour: la somma che abbiamo pagato prima di salutarlo è appena 35$.

I TEMPLI

Angkor Thom

Più che un tempio, Angkor Thom (“Grande Città” in lingua khmer) è un grande complesso che si trova al centro dell’area di Angkor. Comprende il tempio centrale di Bayon, famoso per le sue 49 torri (ne sopravvivono 37) e quasi 150 volti scolpiti nella pietra. Ma non c’è solo questo: da non perdere il Palazzo Reale, il tempio a piramide di Baphuon e le porte di accesso, in particolare la Porta della Vittoria e la Porta Sud, che è quella meglio conservata.

Angkor Thom porta

Ta Keo

È un tempio a piramide molto ripido. La salita può essere un pizzico faticosa, ma la discesa è da vertigini. È un’opera incompleta: la leggenda racconta che fu colpito da un fulmine durante la costruzione e questo spinse i costruttori ad interrompere il progetto.

Ta Keo temple

Ta Keo

Ta Phrom

È senza dubbio uno dei templi più belli. Probabilmente il più suggestivo. Merito anche della natura, che nel tempo si è armoniosamente “intrecciata” alla pietra del tempio. I rami e le radici degli alberi abbracciano le rovine, immergono completamente questo tempio nella giungla, creando uno spettacolo unico. È il tempio che ha fatto da ambientazione ad alcune scene di “Tomb raider”, che ha contribuito ad aumentarne la fama.

Ta Phrom

Ta Phrom temple

Srah Srang e Banteay Kdei

Il Srah Srang è un piccolo molo sulla Piscina Reale che si trova nella parte est del complesso. Chiedete al vostro autista di tuk tuk di portarvi qui per l’alba: è in assoluto uno dei posti migliori da cui gustarla, anche perché Srah Srang è sicuramente meno frequentato dell’Angkor Wat e quindi molto più tranquillo. Dopo l’alba e non prima della colazione in uno dei tanti chioschetti, vale la pena di fare un giro anche al Banteay Kdei, che si trova proprio di fronte.

Srah Srang alba

Pre Rup e Mebon

Il Pre Rup è un altro tempio a piramide, simile al Ta Keo. Se avete voglia di fare un’altra scalata ecco pane per i vostri denti… Il Mebon, pur essendo più “basso” è, per stile, simile al Pre Rup ma solitamente meno affollato.

 Mebon

Neak Pean

Si tratta di un piccolo santuario che si trova al centro di una grande vasca. Vale la pena di visitarlo perché è senza ombra di dubbio diverso da tutti gli altri. È suggestiva anche la lunga passerella in legno da percorrere per raggiungerlo.

Neak Pean

Preah Khan e Ta Som

Altro tempio in cui il fascino della giungla profonda si insinua tra le rovine è il Preah Khan. Forse non bello quanto Ta Phrom, ma trovandosi un po’ più fuori mano ha il vantaggio di essere solitamente meno affollato. Potrete scattare alcune foto spettacolari anche al Ta Som, dove uno degli accessi è sovrastato dalle radici di un grande albero di fico.

Preah Khan

Ta Som

Angkor Wat

È il cuore. È il simbolo. Non solo dell’area archeologica di Angkor e della civiltà Khmer, ma dell’intera Cambogia. Da molti considerato l’ottava meraviglia del mondo, merita una visita approfondita anche perché ottimamente conservato. Proprio per questo una guida è necessaria per scoprire molte curiosità sulla storia, la cultura e l’architettura Khmer. Se vi va, qui potrete ricevere anche la benedizione da parte dei monaci buddisti. È il posto più consigliato per gustarsi un tramonto magnifico. Se siete fortunati e il meteo sarà favorevole, la luce del tramonto farà sembrare dorata la pietra dell’Angkor Wat, rispecchiandolo nelle piscine antistanti. Semplicemente una meraviglia per gli occhi.

Angkor Wat

Angkor Wat temple

Phnom Bakheng

Se avete due serate ai templi, oltre che all’Angkor Wat è il caso di “spendere” un tramonto al Phnom Bakheng. Dall’alto della collina su cui è edificato, il panorama è spettacolare. Unico problema: all’ora del tramonto è sempre piuttosto gettonato, quindi andateci con un po’ di anticipo perché è probabile dover fare fila per entrarci (l’accesso è limitato a un numero massimo di persone).

La meraviglia di Angkor: un salto nella cultura Khmer ultima modifica: 2017-04-03T12:00:11+00:00 da Intrippando

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