Con i capelli spettinati

Pensieri in viaggio  

Il canto delle cicale e il caldo opprimente. Di quello che non lascia spazio ai pensieri e alle parole. Scalza, disordinata e disattenta in attesa chissà poi di che cosa. Ho deciso di essere quella che sono con tutti i miei errori, fatiche e cadute. Ho deciso che è arrivato il momento di capire che le cose delle volte devono andare così. Che non è vero che conta l’impegno, la determinazione o le capacità. Delle volte le cose devono andare così e semplicemente non puoi farci nulla. Ho ripetuto pensieri, passi e gesti che mi dicevano andavi fatti e che non mi appartenevano. Ho dimenticato me stessa per confidare in una sorta di giustizia suprema.

Ho smesso di credere alle vite perfette, a quelle fatte di arrivi, di certezze e occasioni mai perse.
Ho smesso di fidarmi di chi non sbaglia e ha sempre i capelli in ordine. Ho detto basta a chi crede di poter controllare tutto, a chi non corre nel vento e a ha paura di perdersi.

Mi sono arresa all’evidenza dei fatti, ho sofferto. Ho pianto, mi sono disperata e ho creduto che non poteva accadere a me. Per poi ricredermi. Mi sono alzata a testa alta e ho capito che la vita va vissuta. Che le crisi passeggere o durature fanno parte di me. E mi rendono umana. Ho accettato le mie debolezze e cercato di capire quello che veramente voglio essere. Perché non importa quello che gli altri credono di te.

Ho visto sorrisi di sconosciuti che mi hanno riscaldato il cuore. Ho passeggiato in una città sconosciuta e l’ho sentita mia. Ho ascoltato consigli in una calda notte bevendo moscow mule e ho capito che la colpa non era la mia. Non si può controllare tutto. Delle volte le cose escono dalla nostra area di controllo e accadono. Mi sono sentita leggera e improvvisamente ho sorriso.

Con i capelli spettinati ultima modifica: 2016-07-05T11:57:42+00:00 da Intrippando

One thought on “Con i capelli spettinati

  1. Non si può controllare, ma a volte vorremmo proprio farlo… adeguarsi alla vita, con la duttilità dell’acqua è complicato. Ma credo di aver capito che viaggiando si “allena” questa capacità (fare della propria camera d’albergo il nostro rifugio, capire ed assimilare orari e tipologie di mezzi di trasporto, individuare il cibo migliore, registrare dove sono i negozi e i servizi che potrebbero tornarci utili…).
    Poi quei momenti che hai descritto benissimo: quando attorno a te tutto sembra essere perfetto e capisci che “deve essere così”. Nient’altro. 🙂

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